Certificazione finale

Una corretta attività di accettazione dei materiali antincendio e una valida supervisione della posa in opera ed installazione di impianti, permette la certificazione finale ed il collaudo degli impianti, che costituiscono una fase essenziale per il conseguimento della conformità antincendio. 

Le certificazioni normalmente prodotte sono relative alla resistenza al fuoco (CERT. REI) di elementi in acciaio, calcestruzzo armato, legno, muratura, alluminio e vetro, ai Prodotti Impiegati (DICH. PROD.) con particolare riferimento alla reazione al fuoco ed alle prove degli impianti antincendio (CERT. IMP.). 

Questi documenti sono di primaria importanza: Il modello DICH.  PROD. 2008 "Dichiarazione inerente i prodotti classificati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte" sottoscrive la corrispondenza al progetto antincendio delle prestazioni dei prodotti tipologici impiegati nella costruzione. Il modello deve essere compilato e firmato da un professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell’interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818.  

Il modello deve essere compilato sia per i prodotti edili che per i prodotti impiantistici (es. collari antincendio). Al modello devono essere allegate le “dichiarazioni di corretta posa” degli installatori e le certificazioni dei materiali, oltre che una planimetria che richiama gli elementi individuati nel corrispondente modello DICH.PROD.-2008 compilato. 

Per quanto riguarda il modello CERT. REI 2008 "Certificazione di elementi strutturali portanti e/o separanti classificati ai fini della resistenza al fuoco, con esclusione delle porte e degli elementi di chiusura. 

Con questo modello si certifica la resistenza al fuoco degli elementi edilizi impiegati nell’opera. Il modello riguarda sia componenti edili (es. pareti, travi, pilastri, solai) che impiantistici (es. serrande tagliafuoco) con funzione portante e/o separante ad esclusione delle porte e degli elementi di chiusura. La valutazione della resistenza deve avvenire secondo le modalità indicate nel d.m. 16 febbraio 2007. 

Tali modalità (alternative l’una all’altra) sono tre:

  • metodo tabellare (attribuzione della resistenza mediante tabelle presenti nel decreto stesso);
  • metodo sperimentale (attribuzione della resistenza mediante rapporti di prova – da settembre 2012 emessi solo secondo criteri europei);
  • metodo analitico (attraverso calcoli ingegneristici). 

Il prodotto testato deve essere utilizzato in cantiere conformemente alle indicazioni contenute nel rapporto in caso di campo di diretta applicazione. In caso contrario serve un “fascicolo tecnico” del produttore che ne estende l’utilizzo mediante prove di laboratorio aggiuntive. 

Se il metodo utilizzato è quello tabellare allora il modulo CERT.REI.-2008 può essere compilato e firmato da tecnico NON iscritto agli elenchi ministeriali di cui alla legge 818/84. Se invece il metodo prescelto è il secondo o il terzo allora il professionista DEVE essere iscritto a tali elenchi. 

Inoltre, vengono svolte verifiche strumentali degli impianti di spegnimento presenti, tramite l’uso di venturimetro. Tale verifica è necessaria per accertare la presenza dei requisiti previsti dalla norma UNI 10779 in funzione alla classe di rischio definita dalla norma verticale applicabile e dal D.M. 20/12/2012.